martedì 19 settembre 2017

RYE SOFT PRETZELS



Adoro i pretzels, forse perchè mi ricordano i miei pochi giorni di ferie in questi ultimi anni.
Abitando al mare, appena posso scappo dalla salsedine per rifugiarmi sulle montagne altoatesine.
La prima volta li ho assaggiati grazie ad un amico, erano serviti con un pò di burro e mi sono piaciuti da impazzire. Non ho mai provato a rifarli in casa, forse perchè sapevo che non sarebbero mai stati uguali.
Quale miglior tentantivo di un pretzel con farina di segale? 
Provare una "variante" toglie quel senso di ansia da: deve venire identico all'originale!!


Ingredienti per 12 pezzi:
2 cups acqua calda 110° F (42 ° C)
1 tablespoon + 1 teaspoon Miele
1 teaspoon lievito secco
3+1/2 cups farina
2 cups farina di segale
1 teaspoon sale (io ho usato sale fino)
2 teaspoons burro fuso + qb per imburrare la teglia
1/2 cup bicarbonato di sodio
1 uovo
 sale grosso (io sale Maldon), semi di anice, sesamo, papavero, cumino per spolverare.

Procedimento:

Nella ciotola della planetaria munita di gancio versare acqua e miele e mescolare, aggiungere il lievito e dopo aver mescolato lasciar riposare il composto per 10 minuti.
In una ciotola capiente miscelare 3 cups di farina e le 2 cups di farina di segale più il sale.
Versare 1 cups di farine nel composto di lievito e far girare la planetaria alla minima velocità. Aggiungere la farina rimanente un cup alla volta e impastare per 30 secondi.
A media-bassa velocità lavorare fino a che il composto si stacca dalle pareti.
Aggiungere il 1/2 cup di farina rimanente e lavorare per circa 6 minuti fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
In una ciotola capiente, versare il burro fuso e farla roteare in modo da cospargere tutte le pareti della ciotola. Trasferire l'impasto nella ciotola imburrata e girarlo affinchè tutto il composto sia imburrato. Coprire con una pellicola e lasciar riposare tutta la notte.
Una volta fatto riposare l'impasto, rimuoverlo dal frigorifero e lasciarlo lievitare fino a a che non avrà raddoppiato il suo volume (1-3 ore).
"Schiacciare" l'impasto per rimuovere qualunque bolla d'aria, trasferirlo su una superficie leggermente infarinata e dividero in 12 pezzi uguali di circa 100 gr l'uno.
Lavorare 1 pezzo alla volta lasciando gli altri coperti con pellicola.
Formare un cordoncino lungo circa 45 cm formare una U e intrecciare le due estremità per formare la tipica forma del pretzel (è più facile farlo che spiegarlo), posizionarlo su una teglia imburrata e coprire con un telo da cucina e continuare per tutti e 12 i pezzi. (Saranno necessarie due teglie) Lasciar riposare per 15 minuti circa.
Pre-riscaldare il forno a 450° F (230 ° C.)
Portare a bollore dell'acqua e poi aggiungere il bicabonato.
Ridurre il bollore e immergere i pretzel 3 o 4 alla volta per 30 secondi, poi con una schiumarola scolarli e riposizionarli nella teglia.
Spennelare la superficie con l'uovo sbattuto e poi cospargere di sale e semi.
Infornare fino a doratura, per circa 12/15 minuti.
Far raffreddare su una gratella.
 Sono più buoni il giorno stesso ma possono essere conservati per 2 giorni a temperatura ambiente e coperti.




NOTE:

La farina di segale è impossibile da reperire nei normali supermercati del litorale romano, ne ho girati di diversi fino ad approdare da Naturasì e dopo averla vista sullo scaffale ho avuto un momento di commozione :)

La ricetta è ben spiegata, ho avuto solo difficoltà a capire in quanta acqua dovessi far sbollentare i pretzel, mezza cup di bicarbonato mi sembrava abbastanza e avevo paura di creare una soluzione troppo satura. Alla fine sono andata ad intuito.

Cosa dire? La Martha ha colpito ancora, la farina di segale da un plus molto molto invitante ai miei adorati pretzel. Io li ho impastati la mattina per cuocerli la sera, li ho serviti con una bella birra ghiacciata e un tagliere di speck e altri salumi. Non ho utilizzato semi di anice e cumino perchè non mi piacciono molto.
La prossima volta li riproverò con altre salse e soprattutto la salsa di senape consigliata dalla Stewart.

Questi pretzel sono assolutamente 
PROMOSSI!
Elena C.




lunedì 18 settembre 2017

HAZELNUT CARROT- OAT CUPCAKES





Il nome di questi dolcetti ha origini incerte. "Cupcake" potrebbe derivare dal fatto che in origine erano cotti in tazze, oppure che l'unità di misura per dosare gli ingredienti era (in alcuni casi è ancora) la tazza (cup).  Io li preferisco alle torte perché non c'è bisogno di tagliare la fetta, cuociono prima  e sono più pratici da mangiare. Nonostante mi sia attrezzata di scatole (per il trasporto) con l'apposito alloggiamento, ogni volta che li metto dentro, almeno uno lo schiaccio in cima. Ne ho provati di tutti i tipi: con gli Oreo, fragole, cocco, Bounty e molti altri ancora.... Martha Stewart nel suo sito ne proponeva, tempo fa, una versione con gli zucchini e una con carote e cocco. Ho provato anche quelli, giusto per non farmi mancare niente.
In questa versione il frosting non si mette con la sac à poche e la base è davvero facile da preparare, non servono attrezzi particolari. Se cercate una ricetta facile, questa fa al caso vostro.



Ingredienti per 12 cupcakes:

94 gr di farina di avena
94 gr di farina 0
3/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/4 di cucchiaino di sale grosso ( vedere nota )
25 gr di nocciole sgusciate, spellate, e finemente tritate
83 ml di olio di cartamo ( io ho usato l'olio di riso )
83 ml di latticello ( vedere nota )
2 uova grandi a temperatura ambiente
190 gr di zucchero di canna chiaro bio a grana fine ( io Alce nero )
1 cucchiaino da te di estratto di vaniglia
1 cucchiaino da te di zesta di arancia grattugiata ( arancia bio )
3 carote grattugiate


Ingredienti per il frosting : 

224 gr di philadelphia a temperatura ambiente
60 gr di zucchero a velo
1 pizzico di sale
3 cucchiai da 15 ml di nocciole sgusciate, pelate, tostate e tritate grossolanamente



Fare i cupcakes

Preriscaldare il forno a 175°. Mettere i pirottini di carta in una teglia da 12 muffins. In una ciotola capiente mischiare entrambe le farine, il bicarbonato, il sale e le nocciole. In un'altra ciotola ( io per comodità al momento di versare ho usato una caraffa ) mescolare l'olio, il latticello, le uova lo zucchero, la vaniglia, la zesta di arancia e le carote ( FOTO 1). Versare il mix cremoso nelle polveri e amalgamare bene (FOTO 2 ). Versare il composto ottenuto nei 12 pirottini (FOTO 3).

Infornare e cuocere per circa 23 minuti tolali, girando la teglia a metà cottura per permettere una cottura uniforme dei dolcetti. Quando saranno dorati fare la prova stecchino, che dovrà uscire pulito.
Lasciare raffreddare i cupcakes nello stampo per 15 minuti (FOTO 4 ), toglierli e trasferirli su una griglia raffredda torte. Lasciarli fino a completo raffreddamento  .


Fare il frosting

In una ciotola più piccola di quelle usate in precedenza, mescolare zucchero e formaggio cremoso, fino ad ottenere un composto liscio, a questo punto aggiungere il pizzico di sale.
Usando una spatola per dolci ( quella per spalmare ), distribuire il frosting su ogni cupcake e decorare con le nocciole tritate grossolanamente.
I dolcetti sono sono più buoni se gustati il giorno stesso in cui sono stati preparati.



NOTE

- Come precisato da Stefi in un suo post, il sale grosso americano è all'incirca una via di mezzo tra il nostro sale grosso e fine. Io uso sale fine, mettendone leggermente meno della dose indicata.

- Il latticello proprio non riesco a trovarlo, quindi lo preparo in casa mescolando yogurt magro e latte scremato in parti uguali, unisco poche gocce di succo di limone e lascio riposare 5/10 minuti.

- Per tostare le nocciole: preriscaldare il forno a 190° e tostare per 10/12 minuti, fin quando la pellicina non si spacca. Quando saranno fredde abbastanza da poterle maneggiare, strofinarle in un canovaccio pulito ed eliminare le pellicine. Io ho trovato delle bellissime nocciole di Giffoni IGP già sgusciate, spellate e tostate ed ho usato quelle.

- Le nocciole per la decorazione le ho tritate con il coltello, per poter decidere la dimensione dei pezzetti.

Essendo una versione "sana" mi aspettavo fossero meno gustosi o un pochino stopposi ... Invece ho avuto una bellissima sorpresa perché sono deliziosi. Il risultato è appagante nonostante siano senza burro o panna. Li rifarò sicuramente, la ricetta è quindi

PROMOSSA




venerdì 15 settembre 2017

CHICKPEA-VEGETABLE PANCAKES



Sul libro di Martha Stewart che ci farà compagnia per tutto il mese, sono presenti soprattutto ricette di dolci, ma c'è anche qualche ricetta salata, come quella di oggi.
Se amate i ceci, questa preparazione fa per voi. In questa ricetta della Stewart i ceci si sposano a meraviglia con i cipollotti e i peperoni per formare dei pancakes insoliti ma molto gustosi Qualcuno in casa non ama molto i ceci, infatti non mangia neanche la farinata(!!!). Diciamo che, quel qualcuno, ha preferito avocado, yogurt e cipollotti al pancake! Io ho amato questa preparazione al primo boccone, e pensare che, fino a qualche anno fa non mangiavo i legumi...


Chickpea-Vegetable Pancakes

Ingredienti per 4 persone

115 g di farina di ceci
¾ di cucchiaino da tè di sale grosso*
¼ di cucchiaino da tè di baking powder
¼ di cucchiaino da tè di cumino macinato
125 ml di acqua
½ peperone rosso o giallo, tagliato a dadini
2 cipollotti, affettati finemente, più quello per servire
2 carote, pelate e grattugiate grossolanamente
2 cucchiai da tavola di olio extravergine d'oliva
140 g di yogurt greco, per servire
1 avocado maturo, tagliato cubetti, per servire

 * leggere le note di Luciana qui


Preriscaldare il forno a 90°C circa. In una ciotola, amalgamare la farina di ceci con il cumino e il lievito, usando una frusta. Aggiungere l'acqua, sempre mischiando con la frusta, fino ad ottenere una pastella densa. Unire il peperone, i cipollotti e le carote.
Scaldare l'olio in una padella (dal fondo spesso) su fuoco medio. Versare, per ogni pancake, ¼ di cup di pastella e cuocere per 3-4 minuti per lato, fino a doratura. Tenere in caldo in forno mentre si cuociono gli altri pancakes. Servire con yogurt, avocado e cipollotti.

Note

- la ricetta è di semplice esecuzione e non presenta particolari difficoltà.
- cercate un avocado maturo al punto giusto, non come il mio. Ero in montagna e, ahimè, non ho trovato di meglio...
- ho saltato il passaggio in forno per tenere in caldo i pancakes. Noi li abbiamo mangiati tiepidi ed erano deliziosi anche così.

La ricetta è:

PROMOSSA

giovedì 14 settembre 2017

APPLE CIDER DOUGHNUT CAKE

Nell'infinita selezione dei dolci di casa proposti da Martha nelle sue pubblicazioni precedenti ed in particolare in "Cakes", i bundt cake, paragonabili alla lontana ai nostri ciambelloni, la fanno da padroni.
Sontuose ciambelle ai mille gusti, dalla struttura soffice e compatta, dalla consistenza burrosa ed umida e dalle forme suadenti ottenute da stampi fantasiosi come solo la produzione americana è in grado di generare.
Se la mia prima scelta, in a New way to Bake è caduta su questa ricetta, la ragione è dover gestire una famiglia di inzuppatori compulsivi.
So per certo che di fronte ad una certa voglia di dolce, la prima richiesta sarà la classica crostata, seguita a ruota dal "ciambellone" che accontenta tutti la mattina a colazione.
Altra motivazione è che io adoro il sidro. Possibilmente bretone, possibilmente abboccato.
L'ho già usato spesso in altri dolci e mi ha sempre entusiasmato. E sono sempre pronta a sperimentarlo in nuove intriganti versioni.
Ingredienti per uno stampo da 26/28 cm di diametro

3 cucchiai di burro non salato fuso, più extra per imburrare
240 g di farina 00
120 g di farina integrale
1 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
3/4 di cucchiaino di sale grosso
332,50 g di zucchero di canna naturale
239 g di sidro di mele
195 g di olio extravergine d'oliva
191,25 g di salsa di mele senza zucchero
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
3 uova grandi a temperatura ambiente
  • Preriscaldate il forno a 175°. Imburrate ed infarinate generosamente uno stampo a ciambella. In una larga ciotola mischiate insieme entrambe le farine, il lievito, 1 cucchiaino di cannella, il bicarbonato ed il sale. 
  • In un'altra ciotola mescolate bene insieme 285 g di zucchero, il sidro di mele, l'olio d'oliva, la salsa di mele, la vaniglia e le uova. Aggiungete il composto di uova alla miscela di farine e mescolate con una frusta fino a che il tutto non sia ben combinato. Trasferite l'impasto nello stampo.
  • Cuocete, ruotando lo stampo a metà cottura, e fino a che uno stecchino inserito al centro non uscirò asciutto e pulito, per 45/50 minuti. Trasferite lo stampo su una griglia e fate raffreddare per 15 minuti.
  • Nel frattempo mischiate il restante zucchero con 1/2 cucchiaino di cannella. Togliete il dolce ancora caldo dallo stampo. Spennellatelo con il burro fuso e spolverate liberamente con lo zucchero alla cannella. Lasciate raffreddare completamente prima di servire.  (il dolce può essere conservato coperto a temperatura ambiente fino a 2 giorni) 
NOTE PERSONALI
  • Su questa ricetta c'è poco da dire se non che la scelta degli ingredienti, ovvero la loro qualità è in grado di modificare ampiamente il risultato. Per sentirmi coerente con la filosofia del nuovo libro della Marthona universale, ho fatto la spesa in un super di prodotti bio, provocando una piccola emorragia al mio già stremato portafoglio. Però ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno, a partire da una salsa di mela senza zuccheri aggiunti, un ottimo sidro e dello zucchero di canna naturale integrale, che ha conferito il bel colore dorato intenso al dolce. 
  • Il procedimento è semplicissimo e segue lo stesso criterio di preparazione dei muffin o dei pancakes americani che prevede il miscelare separatamente gli ingredienti secchi da quelli liquidi, con l'eccezione che lo zucchero viene integrato con tutti i liquidi per aiutarne lo scioglimento. Un consiglio nella gestione dello zucchero di canna naturale: spesso da origine a grossi grumi compatti a causa del sottovuoto quindi prima di versarlo nella ciotola, consiglio di sgranarlo con attenzione strofinandolo fra i palmi delle mani. In questo modo lo scioglimento sarà più facile e veloce. 
  • L'impasto finale sarà molto fluido grazie alla grande quantità di liquidi e sarà quindi facile versarlo nello stampo e riempire bene tutti gli spazi se utilizzerete uno stampo scanalato. Ricordate di imburrare generosamente ed infarinare lo stampo per non avere difficoltà quando lo sformerete. 
  • Per la finitura con lo zucchero rimanente dalla quantità complessiva, ho fatto una variazione personale solo per motivi estetici. Evidentemente lo zucchero di canna utilizzato da Martha è bianco mentre il mio era color caramello intenso. Ho quindi preferito utilizzare del semplice zucchero a velo per creare maggiore contrasto sul dolce. Tra l'altro in questo caso sono riuscita ad usare il setaccio, mentre con l'altro tipo di zucchero non avrei potuto. 
  • La torta è straordinariamente umida, profumatissima, non dolce e deliziosamente autunnale. L'aroma delle mele emerge con il tempo. Il secondo giorno è straordinaria. Si conserva morbida per più di 3 giorni se la tenete coperta con pellicola. 
PROMOSSA 

mercoledì 13 settembre 2017

GLUTEN-FREE QUINOA PANCAKES



Se c'è una cosa sacra in casa arabafelice, questa è la colazione.
Sacra quella di ogni giorno, in cui non importa quanto presto si debba uscire ma verrà sempre calcolato quel quarto d'ora dedicato.
Anche perchè se non mangio, svengo, fate un po' voi...
Se è sacra quella di ogni giorno, figurarsi quella dei weekend: non importa il lavoro che comporterà, perchè confesso che nel tempo ho messo sveglie per sfogliare o infornare croissant in modo che fossero pronti e fragranti al mattino o per glassare torte e ciambelle.
D'altronde non mangiamo dolci durante la settimana quindi la soddisfazione è doppia...o tripla, per la sottoscritta, guardando la faccia dell'augusto consorte che assapora come suo solito ad occhi socchiusi e sussurra Fauchon!, equiparando ciò che mangia alle prelibatezze della pasticceria/sala da tè francese della quale adora le colazioni.
Vabbè, lui è di parte ed ha un debole per la Francia oltre che per me :D
La sottoscritta invece non disdegna quelle colazioni americane mezze dolci, mezze salate e nemmeno l'assaggio di abbinamenti audaci tipo il bacon con lo sciroppo d'acero che consiglio vivamente prima che mi cancelliate dai contatti :)
Questa filippica per dire che come ho letto le ricette dei pancake nel nuovo libro di Martha Stewart non ho potuto resistere a provarne almeno una: e dato che la quinoa non mi manca mai in dispensa la scelta mi è sembrata obbligata.
Come sarà andata?


GLUTEN-FREE QUINOA PANCAKES
per 4 porzioni

90 g di quinoa sciacquata e scolata
250 ml di acqua
90 g di farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di sale grosso (coarse)
2 uova grandi
un cucchiaio di burro fuso (più un altro po' per la padella)
62 ml di latte
80 g di sciroppo d'acero puro (più un altro po' per servire)
mirtilli, per accompagnare


In un pentolino unire la quinoa con l'acqua fredda e portare il tutto ad ebollizione. Coprire con un coperchio, abbassare il fuoco e cuocere finchè la quinoa risulterà tenera e l'acqua completamente assorbita, circa 16 minuti.
Lasciare raffreddare completamente.
Preriscaldare il forno a 90 gradi.
In una ciotola mescolare la quinoa raffreddata, la farina, il lievito ed il sale.
In un'altra ciotola mescolare uova, burro fuso, latte e sciroppo d'acero fino ad ottenere un composto fluido.
Unire il composto di uova a quello con le polveri e mescolare, non troppo, finchè sarà omogeneo.
Ungere leggeremente una padella antiaderente con burro e scaldarla su fuoco medio. Per ogni pancake versare 2 cucchiaiate di composto sulla padella e cuocere finchè appariranno delle bolle in superficie, circa due minuti.
Quindi girare i pancake e cuocere finchè saranno dorati, altri due minuti circa.
Pulire la padella con della carta da cucina prima di ungere con altro burro e cuocere i pancake rimanenti, facendo attenzione al calore che se troppo alto tende a bruciarli velocemente.
Tenere i pancake in caldo nel forno o servirli immediatamente con sciroppo d'acero e mirtilli, se lo si desidera.

NOTE

- dritti al punto: la ricetta è buonissima! Perfetta nelle proporzioni ed anche nelle dosi, ho ottenuto esattamente otto pancake. La quinoa conferisce, oltre alle fibre ed all'apporto proteico in più come tiene a ribadire l'autrice, una morbidezza aggiuntiva molto piacevole: sono sofficissimi.

- l'indicazione di sciacquare la quinoa non è un vezzo: i semi sono infatti coperti naturalmente da una sostanza chiamata saponina che serve ad evitare che vengano attaccatti dagli uccelli. Ha un sapore amarognolo ed in grandi quantità può dare qualche problema all'apparato digerente umano. Quindi non saltate assolutamente questo passaggio.


- il gluten- free del titolo si riferisce alla sola quinoa che infatti lo è, non alla ricetta nella sua interezza.

- il sale grosso, coarse salt, americano non è come già detto anche ieri da Luciana il sale che buttiamo nell'acqua della pasta. E' più fine di quello che utilizziamo noi sotto lo stesso nome, quindi usate sale fino normale mettendone leggermente meno di quanto indicato.

- lo sciroppo d'acero usato è quello puro, e mi sembra il minimo! Ci sono in giro ahimè una marea di surrogati che sono sciroppi di zucchero mischiati a coloranti, e chissà che altro e che onestamente sono orribili. Se non per questioni salutistiche fatelo per il gusto, ormai si trova abbastanza facilmente ed è in genere diviso per grado di raffinazione in A, B e C. C è quello meno raffinato ma anche più intenso come gusto. Scegliete quello che vi piace di più.

- cuocere i pancake può riservare qualche incognita se non si è pratici. Raccomando una padella antiaderente un po' spessa oppure, se come me li fate spesso, consiglio l'acquisto di quella dedicata, esiste di diverse marche e onestamente è tutto un altro mondo. Ma soprattutto attenti alla fiamma: non sono frittelle!

credo sia chiaro che la ricetta sia assolutamente 
PROMOSSA


martedì 12 settembre 2017

ALMOND - RYE HEART COOKIES





Non ho l'abitudine di comprare biscotti, ne mangio pochissimi e preferisco farmeli in casa, quando possibile. Fanno eccezione quelli che mi servono per preparare altri dolci ( Oreo, Lotus, Digestive ), di questi faccio scorta appena li trovo in offerta. Quando sono alla ricerca di un biscotto speciale da preparare, sfoglio Cookies di Martha Stewart che, per me, è una garanzia. Le ricette che sono entrate nel nostro cuore arrivano da quel libro, consigliatomi da Stefi tempo fa.
Confesso che il nuovo libro di Martha lo avrei acquistato anche se non mi fosse servito per Starbooks, mi incuriosiva l'uso da parte sua di questi ingredienti particolari, che oramai sono entrati nelle dispense moderne.
La scelta è stata difficile, avrei preparato quasi tutto, ma la romanticona che è in me ha avuto l'ultima parola. Questi biscotti appagano prima la vista e poi il palato... mannaggia l'ho detto ( però non ho specificato quanto buoni siano) !!!
A San Valentino farebbero la loro bella figura, ma chi li ha assaggiati, li vorrebbe mangiare tutto l'anno.


Ingredienti per 2 dozzine di biscotti:

72 gr di mandorle sgusciate e pelate
55 gr di farina di segale bianca
63 gr di farina 0
1/4 di cucchiaino di sale grosso ( vedere nota )
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
113 gr di burro a temperatura ambiente
60 gr di zucchero a velo, più altro per spolverizzare
1 tuorlo grande
1/4 di cucchiaino di aroma naturale mandorla







Accendere il forno a 175° e distribuire le mandorle su una teglia ricoperta di carta forno. Tostare la frutta secca per una decina di minuti, controllando spesso, poichè potrebbe volerci meno. Lasciare raffreddare.

Nel robot con le lame mettere i 2 tipi di farina e le mandorle ( FOTO 1). Usando la funzione pulse, frullare senza surriscaldare. Unire sale e cannella, e sempre con la stessa funzione, frullare per amalgamare ( FOTO 2 ).

In una ciotola, con lo sbattitore elettrico, sbattere burro e zucchero a media velocità per un paio di minuti, finche non sarà soffice (FOTO 3) . Aggiungere l'aroma naturale mandorla e il tuorlo ( FOTO 4). Sbattere fino ad ottenere un composto omogeneo. Con lo sbattitore a bassa velocità aggiungere gradatamente il composto di farina e mandorle e amalgamare bene (FOTO 5 e 6).

Preriscaldare il forno a 175°. Prendere una cucchiaiata di composto e formare un salsicciotto lungo all'incirca 18 cm e del diametro di poco più di mezzo cm (FOTO 7 ). Trasferirlo su di una teglia foderata con carta forno e formare il cuore ( FOTO 8 ). Ripetere con le altre porzioni di impasto. Mettere in frigo per una decina di minuti, fino a quando i cuori non saranno sodi.

Infornare e ruotare la teglia a metà cottura, ci vorranno circa 17 minuti in totale. I cuori dovranno essere marrone dorato e croccanti. Sfornare e trasferire la teglia su una griglia raffredda torte e lasciare che i biscotti si raffreddino completamente. Spolverizzare con lo zucchero a velo appena prima di servire. I cuori si conservano a temperatura ambiente, in un contenitore a chiusura ermetica, fino a 3 giorni.




Note

- Come precisato da Stefi in un suo post, il sale grosso americano in realtà è all'incirca una via di mezzo tra il nostro sale grosso e fine. Io uso sale fine, mettendone leggermente meno della dose indicata.

- La farina di segale bianca non si trova facilmente nei supermercati, io l'ho acquistata presso Eataly.

- Premetto che quando ho preparato i biscotti la temperatura in casa era molto alta. L'impasto è molto morbido e ho fatto fatica a formare i salsicciotti, mi erano venuti leggermente più cicciotti. Non soddisfatta li ho fatti una seconda volta, mettendo l'impasto in frigorifero per una mezz'oretta. Così facendo non ho avuto problemi con la formatura.

- Me ne sono venuti 21 anziché 24 ...forse perché ho fatto troppi assaggi...o forse li ho fatti leggermente più grandi.

Non è stato un sacrificio preparare questi biscotti per ben 2 volte in una settimana. Sono semplicemente divini, uno tira l'altro. Se hanno un difetto è che sono incredibilmente friabili e si sciolgono in bocca. Bisogna fare molta attenzione a maneggiarli, il mio consiglio è di spostarli senza toccarli con le dita ma aiutandosi con una paletta o altro attrezzo che li contenga per intero. Sono tra i biscotti preferiti dalla mia famiglia e non solo, anche alcune amiche che si offrono gentilmente di assaggiare. La ricetta è senza ombra di dubbio

PROMOSSA


lunedì 11 settembre 2017

LO STARBOOK DI SETTEMBRE 2017 E'....



Martha Stewart, A New Way to Bake


Signori della Corte
A nostra discolpa, possiamo dirvi che abbiamo resistito.
Abbiamo resistito all'ondata dei "BASTA" che hanno affollato il mercato statunitense lo scorso anno, dove all'imperioso denominatore comune si sostituivano via via tutti i nemici pubblici numero uno decretati dalle mode salutiste del momento, che fossero lo zucchero o il glutine o il burro o anche solo l'atto - impuro e quindi colpevolissimo - di concedersi un insano piacere addentando una quattro quarti o spalmando uno strato indecoroso di Nutella sul pane.
Abbiamo resistito alle lusinghe dei guru mediatici, al Veganesimo e al Crudismo, al Fruttarianesimo e ai  Lunariani, alla Dieta Paleo e a quella contro il Gomito del Tennista, agli anatemi contro la polverina bianca più dannosa dell'universo mondo e alle foglioline più salutari dell'orto botanico (rispettivamente lo zucchero e la stevia, honni soit qui mal y pense), ai due litri al giorno e ai sette chili in sette giorni....
Ma di fronte a Martha Stewart, signori della Corte, ci siamo arresi.
E lo abbiamo fatto senza riserve, anche perchè se il titolo di quest'ultima fatica, A new Way to Bake, poteva forse lasciare spazio a qualche dubbio, il sottotitolo li fuga tutti: ricette classiche aggiornate con gli ingredienti "better-for-you" delle dispense moderne. Dove il Better-for-you, ormai lo sappiamo, suona oggi con la stessa allegria di un rintocco a morte, mentre sfilano in processione farine nere, zuccheri finti, olii estratti dai semi più improbabili (ma l'olivo, simbolo di pace, che male avrà mai fatto?) e vai cosi sulla strada del "voglio morire da sano, costi quel che costi"
Ma, come dicevamo, la Martha è la Martha e - e qui torno seria- lo Starbooks è lo Starbooks: una verifica dei titoli più caldi proposti dagli editori  di tutto il mondo, messi alla prova nelle nostre cucine. Non prendere in considerazione un filone che, ci piaccia o no, ha monopolizzato una fascia di mercato sensibile a queste proposte significa venir meno al nostro compito, per quanto sgradito possa essere. A limitare i danni ci pensano l'argomento (i dolci) e soprattutto quella filona della Martha Stewart, a cui riconosciamo l'onestà di arrivare in ritardo a cavalcare l'onda del salutismo in cucina. Come lo farà, con quanta credibilità e con quali risultati, lo scopriremo nel corso delle prossime tre settimane, con la rassegna di ricette scelte dalla nostra squadra che, con le Redoners di settembre, torna a tenervi compagnia dopo la pausa estiva,  consigliando (e sconsigliando) gli acquisti in libreria per i prossimi mesi. Allacciatevi i grembiuli, quindi, spolverate i salvadanai e seguiteci ancora, con la fedeltà e l'entusiasmo di sempre.
A domani, con la prima ricetta

mercoledì 6 settembre 2017

STARBOOKS REDONE DI SETTEMBRE 2017


Puntuali come la scuola e le piogge rieccoci con l'appuntamento mensile con lo Starbooks Redone.
Questa volta apportiamo qualche modifica al regolamento generale, certe che apprezzerete il nuovo corso.
Il criterio per voi di scelta delle ricette non cambia, ovvero quelle dai libri da noi testati nel corso degli anni.
Quello che cambia è il numero di vincitori: non più tre, ma uno solo.
Perchè questa scelta? Perchè ci siamo rese conto di come sia difficile giudicare un libro da una sola ricetta, spesso non avendolo nemmeno in mano: quindi l'unica vincitrice (o vincitore, mai porre limiti...) ne sceglierà, valuterà e pubblicherà minimo due.
Rimane confermata ovviamente anche la vincita di uno dei nostri gadget.
 Il giudizio sarà di certo più accurato e veritiero, in quel puro spirito Starbooks che sempre è rimasto tale nel corso degli anni.

Quindi ricapitolando:

- avete tempo fino al 27 Settembre compreso per postare le ricette.

- le ricette vanno scelte dai libri già passati per l'esame dello Starbooks, ed il libro del mese in corso resta escluso.

- le ricette, per poter essere giudicate, vanno realizzate esattamente come descritto nel libro. Eventuali modifiche falserebbero il giudizio.

- se avete un blog le pubblicate insieme al link a questa pagina e il banner che vedete sopra, quindi ci lasciate un avviso nei commenti qui sotto.

- se non avete un blog mandate la ricetta ed almeno una foto a lostarbook@gmail.com

In bocca al lupo a tutti e buon lavoro: vi aspettiamo!

PARTECIPANTI

lunedì 3 luglio 2017

STARBOOKS REDONE DI GIUGNO 2017: I VINCITORI



Ecco i vincitori dell'ultimo Redone della stagione, che ritroveremo a Settembre con il nuovo libro....


Prima classificata
Manuela di Profumi e Sapori
Lemon and Lime Marmalade





Seconda classificata
Elena C.
Marinated Squid, Smoked Chilli, Fennel and Lemon Salad





Terza classificata
Veronica R.
Peperoni ripieni di patate novelle, feta e pesto





Chiediamo alla prima classificata di inviare una email a: lostarbooks@gmail.com, con l'indirizzo a cui inviare il premio.

Dalla banda dello Starbooks, grazie per averci seguito in tanti e con passione anche in questa stagione :))) 
Buone vacanze a tutti e ci rivediamo a Settembre con delle novità importanti!!!

venerdì 30 giugno 2017

HANNAH MILES- NO BAKE CAKES & TREATS: TIRIAMO LE SOMME?

Illustrazione di Giulia Clerici- Ricette Disegnate 


Se vi dicessi che il mio carrello di Amazon si è riempito dei libri della Miles, dopo questo Starbooks, ci credereste? La risposta è sì, ve lo dico subito, a dispetto di anni di acquisti più impegnati e della convinzione che su un certo tipo di cucina non si potesse dire di più di quello che mi ero imposta come limite. Perchè se anche si strizza l'occhio alle soluzioni furbe (per vocazione, per scelta, per necessità), è anche vero che il troppo stroppia, sempre- e in questo caso di più. Lo dico forte di tre anni di vita all'estero, dove rincorrere un cibo che sia veramente incontaminato è un'utopia, pagata per altro a caro prezzo, non solo dal punto di vista economico: trovare un uovo che sia un uovo, qui, è praticamente impossibile, e se tre anni fa mi avessero raccontato che avrei dovuto passare metà del tempo che dedico alla spesa a leggere le etichette del latte, dello yogurt e del burro, non ci avrei creduto. E nemmeno avrei creduto alle centinaia di metri di scaffalature ripiene di ogni sorta di surrogato del cioccolato, addizionate con ogni sorta di aroma- per tacer dei biscotti, delle zuppe in scatola, dei semilavorati, delle creme di formaggio e via dicendo. Fuori dall'Italia e- mi auguro- fuori dall'Europa, gli scenari sono questi e tutto concorre a che si impongano sui costumi alimentari di certi Paesi, non ultimi la facile reperibilità e il bassissimo costo.

Di libri di ricette che usano tutti questi prodotti è pieno il mercato. Alcuni sono sponsorizzati dalle stesse case produttrici, per cui non stupiamoci se, ad un certo punto, scrittori di cibo seri e preparati si trovano a scrivere dell'utilizzo in cucina del Twix o del Kit Kat: è la stampa, bellezza- e semmai sta al consumatore accorto comportarsi come tale e scegliere di comprare libri più strutturati, magari da leggere fra una barretta e l'altra :). Altri, più semplicemente, intercettano il mercato: senza andare troppo lontano, il fenomeno editoriale di Benedetta Parodi da noi si spiega prevalentemente in questo modo, esattamente come era successo con Lisa Biondi ed Elena Spagnol negli anni Settanta. Al minor tempo per stare in cucina corrispondono strategie di furbizia che non possono che incontrare il favore di chi, liberazione femminista o meno, ha ancora da risolvere il problema di come mettere in tavola tre pasti al giorno, tutti i giorni.

E poi c'è Hannah Miles, che invece fa un'operazione inversa.

Ossia, parte da ricette furbe, per indirizzarti verso una scelta sempre più consapevole, non solo del prodotto comprato, ma anche del fatto in casa. Un pubblico italiano magari non lo recepisce, ma un numero cosi elevato di ricette di salse dolci tutte rigorosamente preparate da zero è una specie di rivoluzione copernicana, in una cultura alimentare che prevede almeno tre topping pronti a frigorifero (caramello, cioccolato e fragola, per il modello base). Idem per l'utilizzo del fresco e al costante suggerimento di alternative, là dove si può e alla grazia con cui ti impone di mettere le mani in pasta, laddove lei decide che non si può.

Il tutto con il tono di una che, in cucina, si diverte e desidera che lo facciamo anche noi: nessuna spocchia salutista, nessun proclama liberatorio, nemmeno nessuna esagerazione dall'altro verso, sul fronte del "grasso è bello". Questo è "semplicemente" un libro di una persona che sa cucinare e che ama il cibo e che così risponde alla richiesta di scrivere ricette per l'estate, che non prevedano l'utilizzo di fornelli o forni nè richiedano chissa' quale abilità. E se il "semplicemente" è fra virgolette è perchè scrivere un libro del genere è tutt'altro che facile: troppe sono le tentazioni, da un estremo all'altro. Hannah Miles le evita tutte, consegnandoci un libro che rivaluta gli aspetti "furbi" della cucina, dandoci licenza di offrire ai nostri ospiti una torta su una base di biscotti Oreo senza dover espiare con una maratona di agnolotti e restituendo la cucina furba alla sua vera dimensione, che non è quella della millanteria o della cialtronaggine, ma è quella di chi sa destreggiarsi in cucina, con la disinvoltura che gli deriva dalla pratica e la benevolenza di chi sa che cucinare è un atto che non si esaurisce nello spazio di un pasto o di una foto sul blog, ma una relazione lunga una vita, in cui c'è posto per tutto- fermi restando il rispetto e l'amore per quello che si fa. Gli stessi che la Miles dimostra, in ogni pagina di questo libro e che, per questo, la rendono un'autrice così amata, dal suo pubblico e, da oggi, anche da noi.

Ci rivediamo a settembre, con il prossimo Starbooks!

mercoledì 28 giugno 2017

ST.CLEMENTS CHEESECAKE


Sul mio blog personale c'è un cheesecake senza cottura che spopola da millemila anni, una base velocissima ed un mix di latte condensato, formaggio cremoso e un po' di gelatina.
Poca, eh, che la odio per il rigor mortis che dona ai dolci nei quali viene usata senza moderazione o criterio.
Lì, ovviamente, funziona a meraviglia.
Sfogliando il libro del mese, come con tutti i libri di cucina, il richiamo del limone sulla sottoscritta si è fatto prepotente alla vista di questo cheesecake: qui il limone invece che dentro è...sotto, a formare uno strato separato dal resto del dolce e di gelatina nemmeno l'ombra!
Effetto visivamente molto bello, e mi sono lanciata.
Ora, come sapete vivo in un deserto dove che so, trovo i Lotus, la clotted cream, gli Oreo Double Stuff con il doppio del ripieno ma poi manca il mascarpone per sei mesi e il lemon curd, invece, non si è mai visto.
E' quindi non certo per gastrofighettitudine che mi sono dovuta fare entrambi gli ingredienti da sola.
Io, che ad ogni rientro in Italia porto la mia cialtroneria a fare un giro nel reparto surgelati e prodotti pronti dei super italiani.
E segretamente, insieme, sospiriamo :)

INGREDIENTI
Per una teglia da 23 cm con fondo amovibile

300 g di lemon curd di buona qualità
500 g di mascarpone
500 ml di crème fraîche
2 cucchiai di zucchero a velo
Succo e buccia grattugiata di una piccola arancia ed un limone

Per la base
300 g di biscotti allo zenzero  (o digestive o ancora graham crackers)
150 g di burro fuso

Ridurre i biscotti in briciole usando un frullatore o un robot, in mancanza metterli in un sacchetto di plastica e polverizzare con un mattarello.
Unire il burro fuso e pressare il composto ottenuto alla base della tortiera imburrata e coperta con carta forno.
Versare quindi due terzi del lemon curd sulla base.
In una ciotola montare mascarpone e crème fraiche finché omogenei, unire lo zucchero a velo, il resto del lemon curd,  succo e buccia degli agrumi ed a questo punto assaggiare valutando se a gusto personale serva altro zucchero.
Versare il composto sulla base di biscotti e lemon curd con un cucchiaio e livellare con una spatola.
Tenere in frigo almeno 3 ore.
Per decorare usare un poco di zucchero a velo e della buccia grattugiata. Oppure tenere da parte un paio dì cucchiaiate del composto di biscotti e spargerlo sulla superficie.

NOTE

- che dire, se non che è divina e geniale nella concezione del curd sotto oltre che dentro? L'effetto visivo è bellissimo, quello al palato ancor di più!

- il lemon curd fatto in casa è di solito meno sodo di quello acquistato. Questo fa si che nel mio caso dopo un giorno lo strato di formaggio traballasse un po' al taglio, quasi ci scivolasse sopra! Con un po' di attenzione nel taglio ed un passaggio extra in frigo il problema si risolve.

- i biscotti allo zenzero stanno benissimo con il ripieno al limone. Fate lo sforzo di cercarli, se potete.

- anche qui difficoltà zero, o forse solo nel reperire in Italia alcuni ingredienti che invece da me sono comuni tipo la crème fraiche (per contro non trovo mascarpone e curd, ho anche io le mie punizioni...)

La ricetta è assolutamente
PROMOSSA

martedì 27 giugno 2017

BLACK AND WHITE RICE CRISPIES SLICES


Dalle mie parti, 20 anni fa, la torta al riso soffiato era declinata solo nell'accezione rice crispies+ barretta mars. Nel tempo, poi, ho scoperto che esisteva una variante "ammericana" (o americanata) con i marshmallow, ma non ho mai osato sperimentarla. Quale miglior occasione di provare una nuova ricetta, che quella del mio debutto in Starbooks?


Black and White rice crispies slices

Ingredienti per 32 fette
preparazione 30 minuti, più raffreddamento

400g/14oz/ 10 cups marshmallow
100g/ 31/2 oz/ 7 tbsp burro
300g/ 101/2 oz cioccolato bianco
200g/7 oz/ 7 cups riso soffiato
150g/ 5oz cioccolato fondente semidolce
200g/7 oz cioccolato al latte
cioccolato in fiocchi per decorare

Una teglia 20x20 con fondo staccabile, unta e foderata con carta forno. gratella per raffreddare i dolci, carta forno, teglietta


Mettere metà dei marshmallow e metà del burro in una casseruola e scaldare a fuoco basso fino a fusione. Spezzettare 100g di cioccolato bianco 3 aggiungerla ai marshmallow tiepidi, mescolare finché il cioccolato non è fuso.
Aggiungere metà del riso soffiato nella ciotola e mescolare bene finché tutto il riso non viene ricoperto dalla mistura di marshmallow. Mettere tutto nella teglia e premere bene col dorso di un cucchiaio finché non si ottiene uno strato uniforme

In una seconda casseruola, scaldare il burro e i marshmallow rimanenti, su fuoco basso, finché non sono ben fusi. Aggiungere il cioccolato fondente spezzettato e mescolare finché non si è sciolto tutto. Aggiungere il restante riso soffiato e mescolare bene affinché sia tutto ben ricoperto

Utilizzando il dorso di un cucchiaio, premere la miscela con cioccolato fondente sopra a quella bianca. Raffreddare in frigo per almeno 2 ore, finché non è rassodato

Fondere il cioccolato al latte, mettendolo in una ciotola resistente al calore, posizionata su una casseruola con acqua in leggera ebollizione e fare lo stesso con il rimanente cioccolato bianco. Cuocere a fuoco lento fino a fusione, quindi levare entrambe dal fuoco e lasciar raffreddare. Vogliamo che il cioccolato sia raffreddato ma non rappreso, perché si dovrà spalmare sulle fette di riso soffiato

Levare dalla teglia il dolce di riso soffiato, lasciandolo sul fondo della teglia e tagliarlo in 4 rettangoli uguali
porre i rettangoli su una gratella posizionata sopra un foglio di carta forno , per recuperare eventuali gocce di cioccolato. Spalmare di cioccolato bianco la parte superiore e i lati di due rettangoli,. Ripetere l'operazione utilizzando il cioccolato al latte sugli altri due rettangoli.

Spolverare con i fiocchi di cioccolato per decorare. Sollevarle delicatamente i rettangoli e metterli su una teglia,. Far raffreddare in frigo per un'ora, finchè il cioccolato nonn si è rassodato. Tagliare in fette per servire.

Si mantiene fino a 3 giorni in frigorifero.

OSSERVAZIONI

-la ricetta è spiegata dettagliatamente, con tutti i passaggi.
-Ho usato marshmallow "da cottura", del lidl e marca americana. Per il cioccolato bianco, ne ho preso uno di marca. In entrambi i casi, non ho avuto alcun problema in fusione
- La difficoltà maggiore è stata recuperare uno stampo 20x20. Ho risolto foderando una scatola di cartone da biscotti con pellicola di alluminio e poi con la carta forno. Nella parte introduttiva, l'autrice si spende parecchio a spiegare come foderare le diverse forme
- Non ho trovato i fiocchi di cioccolato per decorare, quindi ho provveduto con un pelapatate e una tavoletta fondente raffreddata in freezer
- personalmente, non ho usato due pentole, non ne ho visto il motivo. Prima ho fatto il cioccolato bianco e dopo quello scuro, pulendo con una leccapentola la pentola. Ho usato una casseruola a bordi alti e capiente (20 cm) in modo da poter fare tutto all'interno e non dover fare molti travasi.
- Ho avuto enormi problemi a coprire le slice con il cioccolato. Complici i 28 gradi (nonostante l'orario notturno) la cioccolata bianca non si rassodava, neanche mettendola in un bagno freddo. Col cioccolato al latte è andata meglio, e infatti la copertura è un poco più spessa, ma la prossima volta, si farà con un clima più mite.
-Nel punto 2, parla di mettere il riso NELLA ciotola. Di cui non fa precedente menzione. Ho pensato due possibilità: che intenda "nella pentola" oppure che in una precedente stesura avesse previsto un travaso. Io ho adottato l'all-in e ho risparmiato la pulizia di un altro contenitore (e vi assicuro che giocare con il cioccolato fuso in piena estate non mi ha graziato sul fronte pulizie ;) )

A me è piaciuto. Ai miei ospiti pure. Meno grasso della torta col mars, simpatico l'effetto bicolore, non invadente la copertura di cioccolato bianco.

La ricetta è:
PROMOSSA

Elena N.

lunedì 26 giugno 2017

KIT KAT ICE CREAM



Faccio come nei telefilm del Tenente Colombo, quelli in cui l'assassino si vede all'inizio, e vi dico subito che questa torta non ha riscontrato il favore che avevo auspicato, al momento della scelta.
Con un dispiacere pressoche' infinito della sottoscritta che, a dispetto di un'educazione alimentare rigorosa - o forse, proprio per quello- ha da sempre convogliato tutte le sue trasgressioni nel cibo: non bevo, non fumo, sono felicemente monogama ma datemi un qualcosa di dannatamene calorico, irrimediabilmente malsano e rigorosamente multinazionale ed ecco arrivare i miei 5 minuti di felicità completa. Non un nanosecondo di piu', perché il marito "che-come-la-mamma", la figlia nella fase salutista e un DNA intrecciato con l'extravergine e i mercati del fresco,  mi richiamano subito nei ranghi. Ma se volete organizzare una verticale di Kitkat (qui abbiamo pure quello al té verde) o una degustazione di tavolette Cadbury's, apro le porte di casa mia- e magari vi ci scappa pure un'occhiata alla collezione di Oreo.

Quindi, quando ho visto questa torta gelato non ho avuto esitazioni, neanche dal punto di vista del tradimento alla patria, visto che le torte gelato in Italia nascono piu' o meno dallo stesso principio di assemblaggio. Gli anglosassoni, naturalmente, abbondano con gli orpelli ma questo volevo, stavolta: un omaggio alla goduria insana, come conviene a chi ha voglia di peccare e, tanto vale, farlo senza remore e fino in fondo.

Base di Oreo+ burro, strato di gelato, strato di Oreo finemente sbriciolati, strato di gelato e, poco prima di servire, una bella corona di Kit Kat o altri wafer piu' un topping di pastiglie di cioccolato bianco e fondente ( oppure Smarties, m&M's o altre pastiglie simili).
Per correttezza, vi dico che la torta che vedete in foto è  un secondo tentativo: il primo
è stato realizzato rigorosamente come da ricetta e servito ad una cena di 8 persone, con supplica di dire la verità (è lo Starbooks e bla bla bla): tralasciando mio marito (che comunque non avrebbe fatto testo), non e' piaciuta a nessuno. Le critiche più negative sono state rivolte al cioccolato, con tutta che la torta viene proprio consigliata per gli amanti di questo ingrediente- anche e soprattutto per un problema di consistenza: il gelato si scioglie subito, la pastiglia e il Kit Kat ti restano in bocca. Tanto vale mangiare direttamente i cioccolatini, insomma. Anche il sapore, doveva essere piu' omogeneo: cacao degli Oreo, cioccolato al latte dei Kit kat, cioccolato fondente e bianco delle pastiglie era effettivamente troppo.
Aggiungo che è stata anche difficilissima da gestire, visto che al primo taglio tutto il recinto di barrette è  caduto. La stessa Miles suggerisce di tenerle con un nastro- ma di sicuro il clima equatoriale non aiuta.
Anche se mi son guardata bene dal dirlo, la prima a non essere convinta ero io: tuttavia, l'idea era buona, la torta veloce, gli effetti speciali garantiti e mi spiaceva bocciarla senza remissione. Da qui un secondo tentativo, con i kit kat fondenti e sapori piu' omogenei (mikado agli Oreo, visto che ce li abbiamo, mi sono sacrificata anche qui). Al mio gusto decisamente meglio, anche dal punto di vista della consistenza, visto che ho risolto il problema usando il kit kat come cucchiaino.
Per cui, vi metto entrambe le versioni e poi, naturalmente, il verdetto




Versione originale
per 10 persone
150 g di Oreo o biscotti al cioccolato
80 g di burro
1 litro di gelato alla vaniglia
7-8 confezioni di kit kat (o 28-36 wafer al cioccolato)
300 g di pastiglie di cioccolato bianche e nere (o Smarties o M&M's, ma si consigliano anche le caramelle colorate e quello che si preferisce, insomma)

Versione personalizzata
per 10 persone
150 g di Oreo o biscotti al cioccolato
80 g di burro
1 litro di gelato alla vaniglia
7-8 confezioni di kit kat fondenti  (o 28-36 wafer al cioccolato)
3 confezioni di Mikado agli Oreo (o mini Oreo)

stampo a cerniera di 20 cm di diametro, rivestito di carta da forno

Il procedimento e' ovviamente lo stesso

1. Polverizzate gli oreo in un mixer. Fate fondere il burro e unitelo alla polvere di biscotti, mescolando bene in modo da ricoprirli uniformemente. Tenete da parte. 
2. Lasciate il gelato a temperatura ambiente, quel tanto che basta per ammorbidirlo e renderlo lavorabile. 
3. Distribuite la meta' degli Oreo sul fodno dello stampo e compattateli in uno strato sottile, con le mani. Aggiungete la meta' del gelato, a cucchiaiate, e livellatela. Fate un secondo strato di polvere di biscotti, coprite con il resto del gelato, livellate nuovamente e tenete in freezer, coperto con un foglio di pellicola trasparente,  fino al momento di servire. 
4. Poco prima di servire, trasferite la torta su un piatto da portata. Staccate le barrette di kit kat e disponetele una a fianco all'altra, attorno ai bordi della torta. Legatele con un bel nastro, cospargete la superficie con le pastiglie di cioccolato e servite. 

Il verdetto è una faccenda complicata perchè, come si era detto nella recensione, quando si devono giudicare ricette che tecnicamente non hanno difficoltà, tutto si gioca sul piano del gusto. Il che tira in ballo anche fattori soggettivi, di necessità. Intendo dire che non mi sento di bocciare una torta perchè non è piaciuta a me e neppure perchè non è piaciuta alle 7 persone che l'hanno assaggiata con me. Nello stesso tempo, se fosse piaciuta a me e alle 7 persone che l'hanno assaggiata con me non avrei esitato a promuoverla. In più, l'idea è assolutamente simpatica, perchè ti permette di avere un dolce da porca figura nel freezer, da preparare in meno di 5 minuti e da tirar fuori alla bisogna, capace di piegarsi a tutti gli abbinamenti che vi possono venire in mente e maggiormente in linea con i gusti personali di ciascuno. 
Per cui, a farla breve, questa torta è
RIMANDATA 
(al prossimo abbinamento con gli speculoos e il caramello)



sabato 24 giugno 2017

PEPERONI RIPIENI DI PATATE NOVELLE, FETA E PESTO PER IL REDONE DI GIUGNO 2017



Riceviamo e pubblichiamo la partecipazione al Redone del mese della nostra affezionata lettrice senza blog, Veronica R.


Attingo spesso al libro Vegetariano Gourmand, non siamo vegetariani ma ci piace variare e questo libro ha ricette per tutti i gusti e le stagioni.
Questa volta infatti ho scelto i peperoni ripieni, ma con un ripieno insolito.
Ecco la ricetta

Peperoni ripieni di patate novelle, feta e pesto
Vegetariano Gourmand  Hugh Fearnley-Whittingstall

Ingredienti per 4 persone

200 gr di patate novelle
4 peperoni rossi
1 cucchiaio di olio evo
200 gr di feta
4 cucchiai di pesto
sale e pepe macinato fresco
foglie di basilico tagliate a listarelle (facoltativo)
Scaldate il forno a 200 gradi. Portate a bollore una pentola di acqua salata, immergetevi le patate novelle e fatele bollire per 8-12 minuti, finché non sono tenere. Scolate e fatele raffreddare leggermente.
Tagliate a metà i peperoni nel senso della lunghezza e rimuovete i semi e il picciolo. Spennellate i lati esterni con l'olio evo, quindi appoggiateli su una teglia rivestita di carta forno, io li ho messi in una pirofila di ceramica unta con poco olio.
Tagliate a metà o in quattro le patate novelle e mettetele in una terrina. Tagliate la feta a dadini di 1 cm e aggiungetela alle patate. Mescolate il tutto con il pesto.
Inserite il ripieno nei peperoni utilizzando un cucchiaio, quindi cuoceteli per 40-45 minuti, finché sono scuri nella parte superiore. Se usate il basilico a listarelle, cospargetelo sulla parte superiore prima di servire.

Note

- I peperoni della foto sono tondi e piccoli, io ho trovato i classici peperoni quadrati, ho preso i più piccoli che ho trovato ma per rimanere sul sicuro ho bollito 100 gr di patate in più e ho    
   aggiunto 100 gr di feta, mi è rimasto poco ripieno che ho cotto in una teglia a parte. Sarei curiosa di sapere se nella versione originale parla di una varietà specifica di peperoni.
- Il sale e il pepe compaiono negli ingredienti ma non nel procedimento, visto che la feta e il pesto sono già sapidi ho aggiunto solo una macinata di pepe sui peperoni già ripieni prima di     
   infornarli.
- L'autore dice che potete acquistare il pesto ma consiglia di utilizzarne uno fatto in casa per un risultato migliore, io ho usato quello fatto da me.

La ricetta è di facile esecuzione, ben spiegata ma di sicuro effetto e cosa più importante buonissima è quindi

PROMOSSA
Veronica R.

venerdì 23 giugno 2017

TOFFEE APPLE ICE CREAM PIE

Ho cambiato la mia scelta in corsa.
Da una parte la reperibilità di alcuni ingredienti, dall'altra la consapevolezza che tutto ciò che trattiamo qui in Starbooks, deve poi finire sulla nostra tavola e con questi tempi di espansione inarrestabile, non posso certo permettermi di mangiare da sola un'intera torta gelato.
Si, perché sono a dieta da aprile ed ho preso 3 chili. Uno al mese.
Qualcosa mi dice che forse non ho capito il concetto di dieta.
Fatto sta che conoscendo bene i gusti dei miei avventori, ho dovuto optare per semplicità e familiarità.
Probabilmente questa ricetta non è la più creativa ed originale del libro, ma mette insieme sapori ben riconoscibili, che sanno di casa, è facilissima da realizzare e piace proprio a tutti.
Come si fa a non farsi comprare?
La nostra amica Hanna Miles ha rivoltato il concetto di apple pie, generalmente servita con una pallina di gelato alla vaniglia, mettendo il ripieno sul gelato stesso ed affogando il tutto in una voluttuosa salsa toffee che ben ricorda certe caramellature da tarte tatin.
Se avete amici che non vogliono rinunciare ad una torta di mele neanche in estate, questo è il dolce che fa per voi. Ma poi non vi lamentate se non riuscirete più a mandarli a casa.

Ingredienti per 10 persone (stampo a cerniera da 23 cm) 
Preparazione 30 minuti
Congelamento: min 3 ore.

Per la composta di mele
900 g di mele da cuocere (c.ca 3 mele grandi)
il succo di 1 limone
100 g di zucchero semolato superfine (tipo zefiro)

Per il guscio di biscotto ed il ripieno di gelato
300 g di biscotti al caramello tipo Lotus (in mancanza potrete utilizzare i classici Digestive)
125 g di burro
1 litro di  gelato alla vaniglia

Per la salsa Toffee
60 g di light brown sugar
50 g di burro
125 ml di panna fresca
80 ml di latte

Sbucciate le mele e privatele del torsolo quindi riducetele in piccoli pezzi di c.ca 2,5 cm e metteteli in una casseruola con il limone, lo zucchero e c.ca 150 ml di acqua. Fate sobbollire per c.ca 10 minuti fino a che le mele non saranno morbide.
Se le mele si asciugassero troppo, aggiungete ancora un po' d'acqua nella padella. Quando le mele saranno morbide, togliete dal fuoco e fate raffreddare.

Riducete i biscotti in briciole finissime con un mixer. Sciogliete il burro in un padellino quindi versatelo nelle briciole di biscotti e mescolate fino a che il tutto non sarà ben amalgamato.
Pressate le briciole nella base e sui lati dello stampo, formando dei bordi di c.ca 5 cm di altezza.
Passate nel congelatore.

Fate ammorbidire il gelato a temperatura ambiente in modo che sia sufficientemente soffice da essere spalmato dentro il guscio di biscotti. Riempite il guscio con il gelato e rimettete in freezer a solidificare.

Per preparare la salsa toffee, scaldate il brown sugar con il burro in un pentolino, fino a che non si sciolgano e comincino a caramellare, facendo attenzione che il composto non bruci.
Aggiungete la panna ed il latte e mescolate fino a che non otterrete una spessa salsa al caramello.
Non vi prepoccupate se al momento in cui verserete i liquidi lo zucchero si cristallizzerà in grumi, perché questi si scioglieranno non appena la salsa si scalderà.

Quando siete pronti per servire, rimuovete la torta gelato dal freezer ed attendente qualche minuto in modo che il gelato sia sufficientemente morbido per essere tagliato a fette.

Rimuovetelo dallo stampo e ponetelo sul piatto di portata e copritelo con la composta di mele. Servite porzioni della torta gelato con la salsa toffee ancora tiepida che scioglierà un poco il gelato - deliziosa!
NOTE

  • L'autrice invita a provare anche la versione con la composta di mele versata alla base del guscio di biscotto e coperta dal gelato, in modo che congelandosi formi un sorbetto a sorpresa. Immagino che sia una piacevole alternativa. Questa versione a me è piaciuta davvero moltissimo. Ho utilizzato mele Granny Smith che sono quelle che uso quando preparo la apple pie e che oltre a non spappolarsi in cottura, hanno quella meravigliosa acidità che emerge e non le rende stucchevolmente dolci. Considerando la presenza di una salsa toffee già abbastanza dolce, ho preferito questa tipologia. Ed ho avuto ragione. 
  • Ho usato un gelato alla crema e vaniglia molto buono che una volta ammorbidito non si è liquefatto come purtroppo succede con alcuni gelati di bassa qualità. Scegliete un buon gelato. 
  • La salsa toffee richiede pazienza. Per un momento ho avuto paura che non mi venisse, ed è stato subito dopo che ho versato panna e latte. L'insieme era molto liquido e tenendo la fiamma dolce, ho dovuto mescolare e far andare per un po', almeno una 15na di minuti prima che si rapprendesse. Ma una volta pronta, e raffreddandosi, prende corpo e diventa una salsa da farcisi del male. Vi prego, non la assaggiatela da sola. Vi prego. Usatela per il servizio e dimenticatevela. 
  • Il guscio di biscotti Lotus è fantastico. Cercate di formare le pareti della torta più alte del ripieno, come indica l'autrice: non è solo una questione estetica, ma di gusto: avrete maggiore crosta da mischiare con il vostro gelato e questi biscotti sono irresistibili con vaniglia, mele e toffee. 
  • Come unica concessione e vi prego di perdonarmi per questo, non ho resistito nell'aggiungere una generosa spolverata di cannella nella composta di mele. L'autrice non lo fa. Forse non le piace. Ma per me è imprescindibile. 
  • Facile, veloce, spiegata alla perfezione e precisa in tutte le sue parti, questa è una torta che come ho già detto sopra, piace davvero a tutti e che è realizzabile in ogni momento dell'anno. Io ne sono terribilmente entusiasta. Quindi è scontato che sia
PROMOSSA CON LODE





giovedì 22 giugno 2017

BANANA WALNUT CHOCOLATE CHEESECAKE




Dolci freddi semplicemente da assemblare, con il mio solito occhio devo avere scelto uno di quelli con più preparazioni.
Non conoscevo la Miles... non so se approfondirò la conoscenza.
Passiamo subito alla ricetta

Banana Walnut Chocolate cheesecake
Per 10 persone
Tempo di preparazione 30 minuti
Più il raffreddamento

Per le praline di noci e la decorazione
100 g/ 3 1/2 oz/ 1/2 tazza di zucchero
100 g/ 3 1/2 oz/ 1 tazza di gherigli di noci
200 ml/ 7 fl oz/ 2/3 di tazza di doppia panna (per me normale panna fresca da montare)

Per la base di biscotti
300 g di Oreo o biscotti simili al cioccolato
125g / 4 oz/ 1 stick di burro

Per il cheesecake
425 ml/ 14 fl oz/ 1 tazza e 2/3 di doppia panna (per me normale panna fresca da montare)
5 ml/ 1 cucchiaino di cannella in polvere
5 fogli di gelatina (platinum grade) (io ho usato i normali fogli di gelatina che si trovano al supermercato, peso di ogni foglio 2 g)
2 banane mature
il succo di un limone
500 g/1 lb e 2 oz/ 2 tazze di formaggio cremoso

Per la salsa al cioccolato
250 ml/ 8 fl oz/ 1 tazza di doppia  panna (per me normale panna fresca da montare)
100 g/3 1/2 oz/ 7 cucchiai di burro
150 g/ 5 oz di cioccolato semisweet  (per me fondente al 50%)
30 ml/2 cucchiai di golden (light corn) syrup (io ho messo 1 cucchiaio di miele)

Attrezzatura
Foglio di silicone o carta forno, mixer o frullatore, una teglia con il fondo amovibile o con cerniera da 23 cm di diametro, imburrata e rivestita, sac a poche con bocchetta grande a stella.
    1. Iniziate preparando le praline di noci. Scaldate lo zucchero in una casseruola finché sarà sciolto       e dorato. Fate attenzione perché il caramello brucia rapidamente. Non mescolate mentre lo                   zucchero sta cuocendo ma smuovete la casseruola per essere sicuri che lo zucchero non bruci.
2. Disponete le noci sul tappetino di silicone o sul foglio di carta forno, in un solo strato, tenendone circa 10/12 separate le une dalle altre che dovranno essere usate per la decorazione finale. Usando un cucchiaio o una forchetta, versate il caramello sopra le noci singole dando una forma carina, poi, facendo attenzione, versate il resto del caramello sul resto delle noci

3. Una volta fredde riponete le noci singole in un contenitore ermetico e riducete in polvere con il mixer il resto delle noci caramellate.

4. Riducete in polvere gli Oreo con il mixer o usando un mattarello per rompere i biscotti dentro un sacchetto di plastica pulito. Fondete il burro sul fuoco (io al microonde). Mescolate i biscotti con il burro.

5. Premete i biscotti sul fondo e sui lati della teglia usando il dorso di un cucchiaio.  L'impasto deve risalire di circa 2,5 cm sui lati.

6. Per il ripieno, riscaldate la panna e la cannella in una casseruola finché non sarà tiepida. Mettete a bagno la gelatina in acqua fino a quando sarà morbida, poi strizzate bene. Aggiungete la gelatina alla panna tiepida e mescolate fino a quando sarà dissolta. Passate al setaccio.

7. Avvolgete nella pellicola la teglia per essere sicuri  che non ci siano perdite. Pelate le banane e gettate la buccia. In una ciotola , mescolate le banane, il succo di limone  e  la polvere di noci caramellate fino a che non siano un purè liscio. Aggiungete la panna e la cannella. Mettete il ripieno del cheesecake dentro il guscio di biscotti. Fate raffreddare il cheesecake in frigorifero per almeno 3 ore o tutta la notte.

8. Per fare la salsa al cioccolato, scaldate la panna, il burro, il cioccolato e lo sciroppo in un pentolino su fuoco basso, fino a che la cioccolata e il burro siano sciolti. Lasciate raffreddare lentamente.

9. Per la decorazione montate bene la panna poi mettetela in una sac a poche. Formate dei ciuffi di panna sul bordo del cheesecake e ponete sopra ogni ciuffo una delle noci caramellate. Servite il cheesecake con la salsa al cioccolato tiepida sopra. Si conserva per tre giorni in frigo.


NOTE

Per primo la nota più dolente: con le dosi di ripieno della Miles ho dovuto fare due cheesecake, è vero che ho usato uno stampo di un cm in meno e forse non sarà risalita esattamente di 2,5 cm, ma la dose di ripieno del cheesecake era veramente eccessiva, in tutta corsa ho dovuta fare un'altra crosta di biscotti (non più Oreo perché non li avevo, ho usato dei Pan di stelle, si può dire?) e ho realizzato una mini cheesecake di 18 cm di diametro.

Ma considerando lo stampo diverso le perdono l'imprecisione sul ripieno visto che la spiegazione a prova di pluta, malgrado le diverse preparazioni, rende impossibile che il dolce non riesca.

La nota assolutamente positiva è la salsa, certo non adatta alla prossima prova costume, visto la quantità di burro, ma assolutamente divina!

Che dire sono un po' in crisi per il giudizio finale... la ricetta è a prova di pluta... ma il gusto non decolla... non ho sentito le banane né le noci... sarà colpa del gusto personale?

La ricetta è:

RIMANDATA


Cristina P.

mercoledì 21 giugno 2017

PEANUT CHOCOLATE FUDGE CAKE


Mi attirerò gli strali di molti perché io non amo l'estate, per essere precisi l'estate nella pianura padana! Quest'anno ho già messo a riposo il forno per cui il libro del mese mi è molto gradito, passa la voglia di accendere il forno ma quella di fare dolci a me non passa mai! Quando ho letto il titolo della ricetta è stato amore a prima vista, a cioccolato e burro di arachidi non posso resistere.
Ecco la ricetta.

Peanut Chocolate Fudge cake

Ingredienti per una teglia rotonda da 23 cm di diametro con il fondo amovibile, o uno stampo da pie, imburrato e rivestito con carta forno

Per la base
400 gr di brownies al cioccolato *

Per la mousse al burro di arachidi
360 gr di formaggio spalmabile
250 gr di burro d'arachidi crunchy
30 ml/ 2 cucchiai di zucchero extra fine tipo Zefiro
250 ml di doppia panna (per me panna fresca)

Per la finitura
60 gr di cioccolato bianco (per me Valrhona)
45 ml/3 cucchiai di arachidi salate tritate finemente
12 Reese's mini peanut butter cups**


Pressare i brownies nella base della teglia (foderata di carta forno sulla base e lungo il perimetro), premendo con il dorso di un cucchiaio o con le dita, avendo cura di non lasciare buchi.
Per la mousse al burro di arachidi, mettere in una ciotola il formaggio spalmabile, il burro di arachidi e lo zucchero e mescolare per qualche minuto. Aggiungere la panna raccogliendo bene il composto dai lati della ciotola per amalgamare. Mescolare bene fino a che la panna si addensa e il composto si rassoda, quindi mettere la mousse nella teglia a cucchiaiate, sopra ai brownies, e mettere in frigorifero a raffreddare. Io ho fatto tutto con la planetaria, prima con il gancio a foglia e dopo l'aggiunta della panna con la frusta, se non avete la planetaria usate un frullino perché a mano non è fattibile.
Sciogliere il cioccolato in una ciotola resistente al calore posta su una pentola di acqua in ebollizione mescolando di tanto in tanto. E' importante che la base della ciotola non tocchi l'acqua presente nella pentola. Far raffreddare il cioccolato per 10 minuti.
Prendere il dolce dal frigo e toglierlo dalla teglia. Con un cucchiaio, spargere il cioccolato in fili sottili formando dei cerchi grandi.
Decorare con le arachidi e le mini peanut butter cups.
Far raffreddare i frigo per almeno 3 ore prima di servirlo.
Il dolce si conserva per 3 giorni in frigorifero.

* I brownies li ho fatti io, ho sciolto 375 gr di burro con 375 gr di cioccolato fondente, ho aggiunto 6 uova, 500 gr di zucchero extra fine, 225 gr di farina e un cucchiaino di sale; cotti in forno per 25 minuti a 180 gradi.

Note

- Se non trovate il burro d'arachidi crunchy potete aggiungere una manciata di arachidi non salate tritate grossolanamente.
- Usate un cioccolato bianco di qualità o potreste avere problemi nel fonderlo.
- **Le mini peanut butter cups le trovate on line (amazon, my american market, richmonds) purtroppo le mie sono arrivate quasi sciolte, e dalla foto si vede...:(
- Ho seguito la ricetta ma credo che per la panna sia meglio procedere in questo modo: montarla a parte, aggiungerne una piccola parte per ammorbidire il composto di formaggio e burro di
   arachidi e aggiungere il resto della panna senza smontarla. Aggiungendo la panna liquida fa più fatica ad addensarsi.
- Per creare la decorazione di cioccolato secondo me è più comodo usare una forchetta rispetto al cucchiaio.
- Prima di procedere con la decorazione ho fatto rassodare bene il dolce in frigorifero perché la mousse era molto morbida.

Nonostante qualche imprecisione nel procedimento il dolce è veramente buono, incredibilmente non troppo dolce. Non omettete le arachidi salate perché danno una marcia in più, la ricetta è quindi

PROMOSSA

Veronica R.